Tutti la danno per morta. Ma quel che resta della Cuba castrista risponde – a voi scegliere se per distacco dalla realtà o per un calibrato bluff di fronte ai suoi becchini – con un articolo sulla prima pagina del Granma che, nel giorno di San Valentino, celebra la etarna bellezza dell’amore. “Mille e un modo di amarsi nell’avversità” è il suo titolo. Vale la pena leggerlo
Non chiedono il permesso di esistere, tanto meno di fiorire. Scelgono, a loro piacimento, il sole o l’ombra e, né il peso delle gocce di pioggia o del vento insistente riescono a appassire. Potranno far male ai loro petali, ma non li strappano. I fiori selvatici crescono anche in mezzo alle praterie o tra le pietre. E, senza perdere il loro profumo, rimbalzano anche nelle avversità.
Senza dubbio, questa è anche l’essenza dell’amore, il sentimento che, dicono coloro che più hanno vissuto, è capace di far girare l’universo. Come può qualcosa di etereo muovere il mondo? Per quello che ci porta a fare, per il persistente impegno di guarire e riparare, di sostenere e camminare intrecciati, di lasciare risvegli che poi moltiplicano la gioia della vita e la dedizione sincera. È arrivato il Giorno dell’Amore e dell’Amicizia, una data sempre attesa, alla quale, forse, questa volta alcuni guardano con scetticismo o freddezza. Come può l’amore superare le difficoltà? Può perché si reinventa, perché porta con sé la resilienza innata della felicità e della speranza, e anche se cambia di tonalità e colori, rimane nella sua essenza lo stesso. In tempi in cui c’è chi fertilizza il seme dello scoraggiamento, insistiamo nel seminare l’amore.
Bisogna non dimenticare i motivi dei sorrisi, le ragioni per portare per mano coloro che abbiamo scelto, perché ci sono legami che salvano. Preserviamo ad ogni costo gli amori, accorciamo le distanze tra le anime, chiudiamo le differenze e curiamo le vecchie ferite. Se il “si salvi chi può” vuole infiltrarci la radice o venti estranei soffiano, insistiamo che sia il marchio dell’amore la nostra impronta nel mondo.
Chiediamo oggi che per l’amore non ci sia solo un giorno, ma una complicità quotidiana, e che il 14 febbraio sia un promemoria che esistono mille e una forma d’amore, per superare l’odio, la guerra, la distanza. Che prevalga la parte di noi che si rifiuta di rinunciare, perché continuare ad amare in tempi di tempesta, è come fiorire contro ogni previsione.

