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Raúl “Delcy” Rodríguez Castro?

USA Today ha intervistato Raul Guillermo Rodriguez Castro, El Cangrejo (il granchio), nipote dell’ex leader Raul Castro. È, quest’intervista, un chilometrico articolo che, alternando domande e risposte, con ampie narrazioni in merito alla vita ed alle (non troppe né particolarmente gloriose) imprese di “Raulito”, si concentra sul ruolo di non ufficiale mediatore che El Cangrejo potrebbe giocare o, forse – l’articolo è su questo punto alquanto fumoso – già sta giocando nelle relazioni tra Cuba e Stati Uniti. Apparentemente, Raúl Rodíguez Castro va posizionando se stesso – con ovvio anche se non dichiarato riferimento alla Rodríguez venezuelana – come “il Delcy cubano”. Ma molto azzardato – date le ovvie differenze tra Cuba ed il Venezuela – è pensare che qualcuno possa semplicemente replicare, all’Avana, quel è accaduto e sta ogni giorno accadendo a Caracas. All’interno del regime El Cangrejo può vantare., oltre alla sua appartenenza alla famiglia reale, stretti ma informali legami con GAESA, il conglomerato imprenditoriale militare cubano. Raulito, insomma, ha un cognome pesantissimo e pesantissime conoscenze, ma non ha un ruolo formale, e non è chiaro quali siano in effetti i suoi poteri decisionali.

Nell’intervista, El Cangrejo pone l’accento sulle riforme economiche come dimostrazione della buona volontà di Cuba. Ma sottolinea anche come il suo obiettivo principale sia la fedeltà alla rivoluzione ed alla eredità politica del castrismo, non il cambio di regime che a parole (ma con molte ambiguità e con storica molto ed alquanto ipocrita tracotanza) reclamato dagli Stati Uniti.

Clicca qui per leggere, in inglese, l’intero articolo su USA Today.

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