E se la barca va…

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Per la prima volta da quando è in vigore l’embargo – provvedimento ridicolmente anacronistico in vigore da oltre mezzo secolo – una nave carica di mercanzie lascia gli ormeggi nel Miami River  e punta la prua verso l’Avana. Ad organizzare la spedizione è – con tutte le carte in regola – l’impresa CubaPack. Ed a riempire le stive, o meglio tutti i 16 container che l’imbarcazione (Ana Cecilia è il suo nome) può trasportare, sono gli aiuti (pare prevalentemente materassi)c he i cubani della Florida (quasi un milione d’anime) mandano ai parenti rimasti in patria. Un segnale di cambiamento? L’inizio della fine di quella immutabile pagliacciata che la sotto il nome di “bloqueo”? Meglio non eccedere in ottimismo, ma un segnale positivo già lo si può rilevare. L’iniziativa ha provocato grande irritazione tra i dinosauri dell’esilio cubano. Ovvero: tra i profesionisti dell’embargo. Come dice il proverbio: se sono rose…

Sulla vicenda un articolo di El País di Madrid

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